Quando la magia del pre-cinema rianima i borghi: la scommessa di “Lux in Fabula” per l’entroterra campano
C’erano una volta le lanterne magiche dell’Ottocento, le illusioni ottiche che facevano sgranare gli occhi ai bambini e i primi proiettori in Super 8. Oggi tutto questo patrimonio straordinario non cerca la vetrina di una grande metropoli, ma le pareti accoglienti di una scuola dismessa o di un edificio comunale inutilizzato in uno dei tanti borghi dell’entroterra campano.
L’associazione Lux in Fabula rilancia il
suo ambizioso progetto “Il Grande Gioco del Cinema”, proponendo un patto di collaborazione unico alle amministrazioni locali che combattono la crisi demografica: donare un’immensa eredità di materiali, collezioni storiche e competenze per trasformare spazi vuoti in un vivo hub culturale, didattico e turistico.
L’iniziativa si inserisce nella visione della Tornanza, il movimento di rigenerazione territoriale che punta a restituire prospettiva ai borghi italiani sfruttando le opportunità di sviluppo e innovazione (compresi i canali di finanziamento della Regione Campania).
Un viaggio in tre atti: esposizione, laboratori e spettacolo
Il progetto ideato da Lux in Fabula non è un semplice museo da osservare in silenzio, ma un’esperienza immersiva e interattiva pensata per coinvolgere attivamente la comunità residenti e attirare visitatori da fuori. Il centro si articola in tre anime principali:
1. La mostra interattiva: un percorso espositivo unico nel suo genere che vanta oltre 20 antichi proiettori, 30 macchine fotografiche vintage e Polaroid anni ’70, e rare lanterne magiche perfettamente funzionanti corredate da lastre d’epoca dipinte a mano (con storie storiche come Alì Babà o La Bella e la Bestia). A queste si affiancano antichi cromatropi caleidoscopici, strumenti ricostruiti come zootropi e fenachistoscopi, una grande collezione d’arte contemporanea, una biblioteca specialistica e uno spazio Caffè Letterario.
2. I laboratori didattici: il vero cuore pulsante del centro. Attraverso la costruzione manuale di giochi ottici (taumatropi e cineografi), corsi di trucco teatrale, mimo, recitazione, pittura su vetro e uso creativo dello smartphone, i più giovani imparano a decodificare il linguaggio visivo. Non più fruitori passivi degli schermi moderni, ma autori consapevoli. I laboratori includono inoltre la creazione di un’infrastruttura di connettività digitale per ospitare eventi da remoto e ridurre il digital divide.
3. L’area spettacolo: un’arena di intrattenimento retro-futurista dove prende vita la magia delle proiezioni d’epoca con lanterne magiche a lume di candela, film vintage in Super 8mm (inclusi i classici Disney) ed esibizioni di artisti ospiti.
L’appello ai Comuni: una casa per far fiorire il futuro
Per dare vita a questa fabbrica dei sogni non servono infrastrutture avveniristiche, ma la volontà politica di riattivare il patrimonio pubblico giacente. L’associazione ricerca un immobile comunale dotato di:
- una sala proiezioni oscurabile
- un’aula didattica con tavoli per circa 50 ragazzi
- spazi espositivi per la biblioteca e la collezione
- un’area all’aperto attrezzata per picnic
- una piccola foresteria per ospitare artisti, formatori e registi di passaggio
In un’epoca in cui molti comuni interni rischiano di spegnersi per via del calo demografico, Lux in Fabula offre la chiave per riaccendere la luce: un’occasione d’oro per qualsiasi amministrazione desiderosa di candidare i propri spazi vuoti a un progetto di rigenerazione culturale ad alto impatto socio-educativo.
Giusy Ercole



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