Campi Flegrei – Intervista a Claudio Correale Presidente dell’associazione culturale Lux in Fabula 

Sono migliaia gli eventi di forte interesse culturale dell’associazione Lux in Fabula ha organizzato nel corso dei ben 45 anni di attività in tutta l’area flegrea. Nel corso degli anni autorevoli testate giornalistiche a livello nazionale ed internazionale si sono interessate all’operato dell’associazione come: Le Figaro, Annabelle,ch svizzera, France 2 tv, ecc…

Il Presidente Claudio Correale è anche soprattutto la memoria storica del Rione Terra a Pozzuoli, la storia dello sgombero del ‘70 in seguito al fenomeno del bradisismo che ha fortemente segnato la vita degli abitanti e di tutti i flegrei.

Nel 2025 ha partecipato alla Mostra diffusa “Panorama Italics” con un’installazione immersiva e multisensoriale dal titolo “Memorie Appese a un Filo” dedicata ai giorni dello sgombero al Rione Terra a cura di Chiara Parisi.

Il progetto Lux in Fabula è stato creato da Claudio Correale nell’81, dal ’88 opera nell’attuale sede zona “Cappuccini” dell’antica Puteoli e dal ’93 -associazione culturale, artistica e sociale- composta all’origine da ben 20 soci fondatori.

Visitare la sede di Lux in Fabula è un viaggio nel tempo e nella storia del territorio “ardente” e nella storia della fotografia e pre-cinema.

L’associazione è diventata nel corso degli anni il punto di riferimento non solo per promuovere cultura, ma anche punto di riferimento della memoria storica dell’area flegrea.

Lux in Fabula è anch’esso uno dei luoghi di interesse culturale del territorio e si si configura come parte attiva di battaglie e difesa del territorio.

Siete i custodi della storia di Pozzuoli: qual è il ricordo più bello che custodite?

Sicuramente l’immenso patrimonio documentario che siamo riusciti a salvare e custodire: una marea di giornali d’epoca, negativi, diapositive e oltre 50 filmati storici che descrivono la vita del Rione Terra prima, durante e dopo il drammatico ed epocale sgombero del marzo 1970. Un pezzo di memoria collettiva sottratto all’oblio.

Qual è stato il tuo percorso formativo e come è nata l’idea Lux in Fabula?

Io ora sono il presidente e responsabile legale. Dopo il diploma all’Augusto Righi in telecomunicazione ho studiato per qualche anno psicologia a Roma, ma non ho lasciato del tutto le mie passioni, ho continuato per conto mio a studiare i messaggi cromatici, comunicazione e i significati dei simboli. La missione principale del progetto Lux in Fabula sin dall’inizio è stata quella di insegnare ai bambini e ai ragazzi come decodificare le immagini e come difendersi dagli abusi dei media e della pubblicità… Ho infatti realizzato numerosi PON e laboratori di educazione all’immagine in numerose scuole elementari e nei bienni superiori. Anche corsi di aggiornamento per insegnanti di scuola elementare. In sintesi Lux in Fabula è un grande laboratorio di produzione culturale di alta qualità, rigorosamente indipendente ed autofinanziato. Siamo nati nel 1981 al Parco Bognar di Pozzuoli e da allora non abbiamo mai smesso di creare e proporre cultura libera.

– Ci sono stati momenti di difficoltà?

In effetti noi non abbiamo mai mollato e non incontriamo “difficoltà”, perché tutto ciò che realizziamo – che si tratti di libri della nostra Collana editoriale, archivi digitali o dei nostri storici spettacoli con la lanterna magica – nasce dal puro piacere di farlo, dalla passione e dal divertimento. Certo è che abbiamo un potenziale enorme che attende solo lo spazio giusto. Se ci venissero concessi i locali adeguati, potremmo realizzare in tempi record un museo immersivo sul bradisismo e un museo interattivo e multimediale sulla storia del pre – cinema e della cinematografia. Custodiamo infatti una ricchissima collezione di lanterne magiche, giochi e apparecchi ottici, macchine fotografiche d’epoca, proiettori 8 e Super8, oltre a pellicole e rare lastre ottocentesche.

Nel vostro grande archivio c’è una foto o un video a cui sei più legato?

Sì, sono profondamente legato a un documentario a colori del 1957, diretto da Nelo Risi e prodotto dalla Olivetti, che era appena nata a Pozzuoli. È un cortometraggio di una forza poetica straordinaria. Chiunque voglia scoprirlo può trovarlo sul nostro canale YouTube Bradisismo Archivio, insieme a tantissimi altri preziosi filmati dedicati al Rione Terra.

Si può fare cultura a Pozzuoli tra scosse di terremoto e rischio vulcanico?

Per noi soci il bradisismo non è una fonte di paura. Al contrario, sosteniamo fermamente dal marzo 2013 (in un convegno a Città della Scienza) che questo fenomeno debba essere trasformato da rischio a risorsa. Pozzuoli potrebbe e dovrebbe sviluppare un turismo scientifico internazionale, dare vita a un museo immersivo dedicato al fenomeno, ospitare convegni di caratura mondiale e valorizzare finalmente la straordinaria città sommersa di Baia. Il bradisismo è l’identità stessa di questo territorio, non un tabù.

– E si può fare cultura anche nei quartieri a rischio?

Da sempre Lux in Fabula entra nelle scuole di periferia con laboratori creativi e teatrali incentrati sull’educazione all’immagine. La nostra missione principale, fin dalle origini, è insegnare ai bambini e ai ragazzi a decodificare i messaggi visivi per difendersi dagli abusi dei mass media e della pubblicità. Per farlo capillarmente, però, gli edifici scolastici dovrebbero restare aperti il pomeriggio e nei giorni festivi, diventando centri culturali vivi per giovani, bambini e genitori.

Di Giusy Ercole