Comunicato Stampa
Gian Giacomo Caprotti detto il Salai nel 1518 vendette al Re di Francia quattro dipinti fra questi una Leda con Cigno opera di Leonardo o un perfetto falso d’autore del Salai medesimo?. Nel testamento del Salai del 1525 è presente una Leda con Cigno: è forse un dono di Leonardo o un’opera realizzato dal suo allievo prediletto ?. Silvano Vinceti storico ed esperto di Leonardo dichiara “..Sulla base della documentazione storica inerente il complesso rapporto fra Leonardo e il Salai che il maestro descrive ” ladro, bugiardo, ostinato e ghiotto” è alquanto arduo provare che la Leda con Cigno venduta al Re di Francia nel 1518 sia opera autentica di Leonardo . Quella documentata nel testamento del Salai, poi venduta qualche anno dopo, sia opera realizzata dal suo allievo o un lascito dello stesso . Forse esistono due Lede con Cigno che rinviano a Leonardo: la prima che venne esposta a Fontainebleau da lui interamente realizzata. La seconda che potrebbe essere quella che si trova alla Galleria Borghese di Roma e realizzata a quattro mani da Leonardo e dal Salai….”
1. Nel corso della storia dell’arte si è assistito e si continua ad assistere alla guerra delle attribuzioni diverse e contrastanti. Nei grandi artisti come Leonardo questo soggettivo esercizio delle divergenti attribuzioni ha raggiunto uno dei suo massimi livelli. Un caso emblematico è l’attribuzione del dipinto enigmatico della Leda con Cigno, prima attribuito ad un suo allievo Cesare da Sesto, poi sulla base di una ricerca storica documentaria condotta da Annalisa Di Maria e altri hanno proposto che un dipinto della Wilton House sia in realtà la perduta Leda di Leonardo, evidenziando le leggi pittoriche e i dettagli che dovrebbero ricondurre al Maestro. Attribuzione non condivisa da molti storici dell’arte leonardeschi. Noi disponiamo di diverse copie o versioni dell’opera di Leonardo da Vinci fatte da allievi come Francesco Melzi, Cesare da Sesto e altri allievi e un disegno realizzato da Raffaello. Quel che si può asserire è la presenza di una una fitta nebbia sulle due Lede con Cigno in cui è in modi diversi protagonista : Gian Giacomo Caprotti detto il Salai. Da un punto di vista storico-cronologico l’importante ritrovamento di un documento avvenuto nel 1999 dallo studioso Leonardesco Jestaz certifica che il Salai abbia venduto al Re di Francia Francesco I una Leda con Cigno, assieme ad un Sant’Anna, la Gioconda e il San. Giovanni Battista oggi al Louvre. La validità del documento è stata confermata anche dal Louvre che asserisce trattasi opere di Leonardo da Vinci. Il complesso rapporto intercorso fra Leonardo e il Salai può essere lo sfondo per formulare una diversa ipotesi inerente la autenticità o il perfetto falso d’autore della Leda con Cigno venduta dal Salai al Re di Francia nel 1518, poi esposta a Fontainebleau e vista nel 1625 da Cassiano del Pozzo. Leonardo scrisse del Salai ” ladro, bugiardo, ostinato e ghiotto”. Nel 1518 il Salai non aveva seguito Leonardo in Francia si trovava a Milano bisognoso di soldi per costruire una casa- atelier su una vigna regalatagli dal maestro. Aveva disperatamente bisogno di molti soldi anche per la vita dispendiosa che faceva al di sopra delle sue possibilità e dopo circa 25 anni vissuto con il maestro era in grado di riprodurre fedelmente le sue opere. Quale occasione migliore vendere ad una cifra molto alta quattro opere presentate come dipinti di Leonardo da Vinci. Originali o falsi d’autore a questo interrogativo non è possibile dare nessuna risposta certa , solo congetture fragili e deboli. Lo stesso mistero avvolge l’altra Leda con Cigno lasciata in eredità dal Salai alle due sorelle dopo la sua morte violenta avvenuta nel 1523-24 nel testamento trascritto da un notaio milanese con relativa alta cifra valutata. Di questo dipinto poco si sa se non che qualche anno dopo non faceva più parte delle opere d’arte ereditate dalle due sorelle e si può presumere sia stata venduta. Per quanto concerne le vicende della Leda con Cigno lasciata in eredità alle due sorelle del Salai esami radiologici compiuti sulla Leda con Cigno presente alla Galleria Borghese su cui si sono esercitati decine di storici leonardeschi dando diverse attribuzioni occorre tenere presente due fatti e non soggettive letture dell’opera. Il primo la forte somiglianza con il disegno di una Leda con Cigno realizzata da Raffaello dopo che nel 1504-1505 incontrò nel suo studio a Firenze Leonardo da Vinci. Così come vide uno studio sulla Gioconda che riprodusse fedelmente nella sua struttura disegnica- pittorica, lo stesso fece con la Leda con Cigno ( vedi foto allegata) con impressionanti somiglianze con quella di villa Borghese e che rinviano all’opera che stava realizzando Leonardo Il secondo fatto ci viene dagli esami radiologici compiuti sull’opera presente al museo di Villa Borghese. Se prendiamo in considerazione la Leda oggi conservata alla Galleria Borghese notiamo che presenta soltanto due putti e il viso sfuggente e affilato come nello stile di Salaì: se confrontato con il San Giovanni Battista della Ambrosiana mostra delle notevoli affinità. Analizzando la radiografia del dipinto si rilevano dei dati sorprendenti: i putti erano quattro come nel dipinto di Leonardo, ma due di essi furono ricoperti (in realtà compaiono addirittura sei putti ma due erano prove di quelli attualmente visibili). Due dati di fatto che possono essere un fondamento ad una serie di ipotesi che l’opera potrebbe essere stata realizzata dal Salai , ho ha quattro mani con l’intervento di Leonardo presente anche nel dipinto chiamato ” Monna Vanna o Monna Nuda”. Non va dimenticato quanto riportato dal Vasari sulla vita di Leonardo nel suo monumentale libro sulla storia degli architetti, pittori e artisti. Il Vasari ricorda che spesso Leonardo interveniva sulle opere dei suo allievi. Silvano Vinceti storico ed esperto di Leonardo ha dichiarato “..Sulla base della documentazione storica inerente il complesso rapporto fra Leonardo e il Salai che il maestro descrive ” ladro, bugiardo, ostinato e ghiotto” è alquanto arduo provare che la Leda con Cigno venduta al Re di Francia nel 1518 sia opera autentica di Leonardo . Quella documentata nel testamento del Salai, poi venduta qualche anno dopo, sia opera realizzata dal suo allievo o un lascito dello stesso Leonardo? . Forse esistono due Lede con Cigno che rinviano a Leonardo: la prima che venne esposta a Fontainebleau da lui interamente realizzata. La seconda che potrebbe essere quella che si trova alla Galleria Borghese di Roma e realizzata a quattro mani da Leonardo e dal Salai….”
Allegati
A Per quanto riguarda la vicenda dell’originale leonardesco, lo studioso Jestaz sulla scorta di un documento del 1518 (Jestaz, 1999, p. 69) ha ricostruito come l’allievo prediletto di Leonardo, Giovan Giacomo Caprotti detto Salai, abbia venduto al re di Francia Francesco I una Leda, insieme alla Sant’Anna, alla Gioconda e al San Giovanni Battista oggi al Louvre (inv. 776; MR 319; inv. 779; MR 316; inv. 775; MR 318).


