Tecnologia – ChatGPT – Le nuove Intelligenze Artificiali Generative ce lo spiega Antonio Pescapè Professore Ordinario di Ingegneria Informatica Università Federico II di Napoli.

——

Di Giusy Ercole

Intelligenze artificiale cosa sono e come cambierà la nostra vita, e quali sono i rischi. Ce lo dice Antonio Pescapè Professore Ordinario di Ingegneria Informatica, Università Federico II di Napoli.

Di recente Prof. Pescapè nei suoi post sui social ha spesso parlato di ChatGPT, che cosa è?

 

ChatGPT (Chat Generative Pre-trained Transformer) fa parte delle cosiddette Intelligenze Artificiali Generative, cioè sistemi di Intelligenza Artificiale capaci di creare contenuti. In particolare ChatGPT, un prototipo sviluppato da OpenAI, è un potentissimo chatbot in grado di interagire con un utente umano e di creare contenuti rispondendo alle domande in tempo reale.

 

Insomma un Alexa?

 

No. In realtà no. ChatGPT è in grado di andare oltre la semplice interazione con un utente per rispondere a qualsiasi domanda. ChatGPT può scrivere codice (cioè programmi informatici), può comporre testi musicali, può creare videogiochi e sa fare semplici diagnosi mediche partendo dai sintomi.

 

Quali sono i rischi?

 

Vedo innanzitutto enormi potenzialità. I sistemi di Intelligenze Artificiali Generative (oltre a ChatGPT ne esistono altri, come Midjourney e DALLE) fanno parte della famiglia delle AI user friendly. Grazie agli enormi progressi dei meccanismi di apprendimento e delle tecniche di NLP (processamento del linguaggio naturale) questi sistemi oggi sono potentissimi e se ben utilizzati potranno essere di grosso ausilio in tutti gli ambiti di applicazione.

 

Il rischio, come sempre accade con la tecnologia, sarà legato all’uso che se ne farà e a come sarà governata e da chi. Se lasceremo che sarà il mercato a decidere cosa potremo e cosa non potremo fare con questi sistemi sicuramente ci troveremo di fronte ad utilizzi impropri. Oggi non sappiamo dove si spingeranno i sistemi di Intelligenza Artificiale. Siamo solo nella fase in cui la tecnologia è stata introdotta. Le applicazioni che vediamo ora sono nulla rispetto a quello che vedremo tra 20 o 30 anni.

Tra i rischi che ci sono già oggi vedo quello della “fiducia incondizionata”: si rischia di fidarsi ciecamente delle risposte del chatbot che invece fallisce come e più di un umano. Vedo poi quello della manipolazione: un chatbot interattivo e conversazionale può essere molto più suadente e convincente di un testo statico e quindi portarci a credere e/o decidere qualcosa sulla base – ad esempio – di un precedente nostro bias oppure delle informazioni raccolte e profilate su di noi. Sono solo due esempi, se ne possono fare altri.

Prevede un Gap? Nei paesi occidentali negli anni ’70 gli antropologi misero in evidenza un “divario generazionale”, ovvero le differenze culturali che si erano create fra la generazione dei Baby Boomers e quella dei loro genitori e dei loro nonni. Potrebbe creare un “divario sociale”?

 

Da un lato un sistema come ChatGPT rappresenta una grandissima opportunità per colmare divari. Se si pensa a quanto si può fare già oggi e a cosa possiamo ottenere da esso, si comprende come chiunque possa oggi “abbeverarsi” al suo prompt (il sistema attraverso cui ci risponde) abbia un vantaggio. Ma è chiaro che viste le potenzialità e gli usi, non saperlo utilizzare o utilizzarlo solo come un chatbot a cui chiedere informazioni semplici farà la differenza. Il tema del digital divide culturale quindi si ripropone anche qui. Ed apre la strada ad un ragionamento da fare ora: come formare le generazioni attuali e quelle future ad interagire con sistemi di Intelligenza Artificiale. Non stiamo parlando più di applicazioni alle quali sia stati abituati sino ad oggi.

 

L’informazione è a rischio? E di conseguenza anche la democrazia?

Come dicevo prima il tema della manipolazione è un tema reale che può diventare propaganda personalizzata in modo molto semplice. E se siamo in grado di manipolare qualcuno per convincerlo ad acquistare un dentifricio, siamo in grado anche di indurlo a comportarsi o a votare in un modo piuttosto che in un altro. Ma questa non è una novità, lo abbiamo già visto con i social. Questa è solo la nuova versione. Vediamo di arrivarci più preparati. Anche perché l’unica cosa alla quale fortunatamente non c’è scampo è il futuro.

 

—-